Pana, nuova via dedicata a Pietro Biasini, alla Mongolfiera in Val Masino

Alla Mongolfiera (Alta Val Masino) Daniele Bianchi e Simone Pedeferri hanno aperto e liberato ‘Pana’ (8b, 265m). La via รจ dedicata all’amico scomparso Pietro Biasini.

Simone Pedeferri continua il suo mastodontico progetto di salire in libera una via su ogni grande parete della Val di Mello e Val Masino. Attualmente sono circa 20 vie tra quelle completamente nuove e quelle vecchie artificiali liberate da Pedeferri, e per la loro bellezza spiccano ‘Non sei più della mia banda’ (8a, 700m) e ‘Buena vita poca platta’ (8a, 800m) sul Precipizio degli Asteroidi, ‘Blacksnake’ (8a+, 600m) e ‘Joy division’ (8b, 700m) sul Qualido, ‘Nessun pericolo per te’ (8a, 400m) sul Darwin e ovviamente la più difficile di tutte, ‘Adventure Time’ (8b/c) sulla Meridiana del Torrone.

Adesso, insieme a Daniele Bianchi, Simone ha aggiunto un altro tassello a questo progetto aprendo ‘Pana’ sulla Mongolfiera, una parete meno conosciuta rispetto alle più famose citate sopra, ma non per questo meno bella. Anzi. Secondo Pedeferri la nuova via è “molto bella, più bella tra l’altro di quello che pensavo inizialmente.” È stata aperta a giugno con tre giorni di lavoro, arrampicando dal basso e con un bivacco in portaledge tra un temporale e l’altro. Pedeferri ha poi speso altri due giorni da solo sulle corde fisse pulendo la linea, poi al secondo tentativo è riuscito a portarsi a casa la prima libera in giornata. Prima di leggere il report di Bianchi un avvertimento: a chi spera di trovare finalmente una ‘Pedeferri Plaisir’ rimarrà deluso. Nei suoi 265m la via vanta due tiri di 8b.

PANA ALLA MONGOLFIERA di Daniele Bianchi

La Mongolfiera, cos’è? Dov’è? Com’è? La Mongolfiera è una parete in Val di Mello situata sopra lo Scoglio delle Metamorfosi ma, a differenza delle sue vicine, non è mai entrata a far parte delle pareti più corteggiate. Ha una forma panciuta, tipo una Pera Williams o, per l’appunto, tipo una mongolfiera. Questa grassoccia struttura mi risveglia parecchi ricordi, quando qualche anno fa insieme a Luca Turchi e Pietro Biasini facemmo la prima ripetizione e invernale della via di Ongaro & co Melloscrollo.

Da allora non tornai più… anche se la curiosità di scoprire se la via a riguardo era scalabile in libera si faceva sempre più prepotente. Ne parlai con Simone Pedeferri (come fiuto per le libere è avanti anni luce) che colse la palla al balzo mostrandomi un progetto un po’ più ambizioso. Aprire direttamente una via nuova. Come spesso capita studiando le foto non si capisce mai esattamente se tutte le lunghezze saranno scalabili e quale sarà esattamente la linea di salita, quindi… Quindi non ci resta che attacare!

Con il classico One-Set Ongariano ci raspiamo su per il sentiero che porta fino alla cima dello Scoglio e da li con un’altra manciata di minuti arriviamo alla base della parete interessata. Una volta svuotati gli zaini arriva il solito dilemma: chi attacca! Per rispetto verso gli anziani lascio al Simo le prime due lunghezze che apre velocemente. Il terzo tiro sta a me e anche questo cade senza intoppi fino a portarci ad una cengia (che ci ospiterà durante una notte memorabile di pessimo tempo).

Da questa cengia si aprono diverse possibilità, ma secondo me noi abbiamo salito la più logica ed estetica. Una serie di diedri e fessure su roccia solida da cui nascono 4 tiri dal 7a fino all’8b, per poi arrivare ad un solare penultimo tiro (classica facile placca mellica dove non cadi, ma se cadi…beh, è meglio che non cadi). Ed infine il cubo sommitale, una sorta di highball ma a 300 metri da terra e finalmente al sole. Questa serie di componenti mescolati ai ricordi ha fatto nascere Pana, 265 metri, 9 lunghezze fino all’8b. La via di comune accordo col Simo l’abbiamo voluta chiamare e dedicare al soprannome di una persona, non più presente, che definire amico è riduttivo. Il Pana.

SCHEDA: Pana, Mongolfiera, Val Masino

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